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CONSUMI

 

L'energia che consumiamo non è solo quella che ci serve per far funzionare le nostre case e i nostri mezzi di trasporto. Ogni bene che consumiamo, salvo poche eccezioni, incorpora in sè uso di energia e quindi emissione di gas serra: energia per ricavare le materie prime necessarie, energia per trasformare le materie prime, energia per la produzione del bene, energia per il trasporto, lo smercio, la conservazione, l’utilizzo e infine la dismissione del bene.
È chiaro ed evidente che una riduzione dei consumi in generale apporterebbe nei fatti una riduzione dell’uso di energia e delle emissioni di gas serra.


Parlare di una riduzione dei consumi in un’economia che ancora oggi vede nell'espansione dei consumi l'unica possibile via di sviluppo ed allargamento della richezza, è argomento senza dubbio difficile e controverso.

Ma le necessità del nostro benessere sociale e umano divergono dalle necessità di un economia che produce danni ambientali, sfruttamento incontrollato dell'uomo sull'uomo, crescita del divario tra poveri e ricchi, debito ambientale ed economico sulle spalle delle future generazioni.

 

Con i nostri singoli comportamenti di consumatori possiamo contribuire a costruire un'economia diversa che riduca il consumo di energia e le altre negatività prima di tutto consumando ciò di cui abbiamo reale bisogno, riducendo gli sprechi e privilegiando i beni utili a lunga durata.

Ove possibile compriamo in filiera corta, riducendo così i costi energetici di trasporto ed i passaggi d'intermediazione che non arricchiscono la qualità del prodotto o del servizio acquistato; informiamoci sui metodi ed i processi di produzione sia in termini di impiego di energia che d'impiego e sfruttamento delle risorse naturali, non in ultimo, sullo sfruttamento della manodopera. Informiamoci anche sulle potenzialità di riciclo e/o inquinamento del bene dismesso.

Informiamoci degli effetti sulla nostra salute dei prodotti che consumiamo.

Diveniamo dunque consumatori consapoveli e critici e cerchiamo di dare un'impulso allo sviluppo di una nuova economia che possa darci maggiori garanzie per un futuro di benessere, anzichè limitarci passivamente ad assecondare e subire gli effetti di scelte compiute da altri.


Le istituzioni su questo percorso hanno già fatto i primi passi.

L'Unione Europea ha istituito il Green Pubblic Procurement (GPP) quale misura adottabile dalla pubblica amministrazione per favorire il diffondersi sul mercato di prodotti a ridotto impatto sull'ambiente.
Il Comune di Vimodrone tra le principali iniziative che ha intrapreso in materia, ha aderito nel 2005 al progetto "città amica delle foreste" ed utilizza oggi solo carta FSC o riciclata; nel 2008 ha introdotto nella mensa scolastica l'uso di prodotti bio e l'utilizzo dell'acqua di rubinetto.

 

Anche cittadini e gruppi di cittadini spontaneamente hanno già in parte cambiato i propri stili di consumo. Basti pensare ai Gruppi d'Acquisto Solidale (GAS), in forte crescita negli ultimi anni, che stanno in pratica creando un modo alternativo di acquisto selezionando produttori di fiducia secondo criteri di affidabilità qualitativa, ambientale e sociale. Così dando di riflesso un'impulso alla grande distribuzione ad adeguare la propria offerta di prodotti cercando criteri di sostenibilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

per approfondire:

Nazioni Unite >

EU Commission>

Min. Ambiente >

bio in Europa >

bio in Lombardia>

Provincia di Milano >

AIAB.it >

biodetersivi >

InterGAS Milano >

GASP >

Rivoluziogas>

 

 

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